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Lancio della 16ª edizione dell’Università estiva a favore dei giovani MRE

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I lavori della 16ª edizione dell’Università estiva a favore dei giovani marocchini residenti all’estero (MRE) si sono aperti lunedì a Rabat, nell’ambito dell’accompagnamento estivo dei MRE durante l’operazione “Marhaba 2025”.

Organizzata dal dipartimento dei MRE facente capo al Ministero degli Affari Esteri, della Cooperazione africana e dei Marocchini residenti all’estero, questa iniziativa, che riunisce 300 giovani MRE provenienti da una trentina di paesi di residenza, metterà particolarmente in luce la città di Rabat, attraverso visite sul campo previste a diverse infrastrutture e siti storici della capitale.

Le attività di questa edizione permetteranno ai partecipanti di conoscere i grandi cantieri strategici lanciati sotto la guida illuminata di Sua Maestà il Re Mohammed VI e di scoprire i punti di forza economici, culturali e turistici del loro paese.

Intervenendo in questa occasione, il segretario generale del dipartimento dei MRE, Ismail Lamghari, ha indicato che si tratta di un programma a vocazione culturale il cui obiettivo è rafforzare i legami delle nuove generazioni dei marocchini nel mondo con il loro paese d’origine.

Questo programma permette a questi giovani di conoscere meglio il loro patrimonio scoprendo al contempo le molteplici opportunità offerte nell’ambito delle grandi trasformazioni attualmente in corso in Marocco, ha spiegato il sig. Lamghari.

Per questa edizione, ha precisato, 300 giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni e provenienti da 30 paesi sono accolti per una settimana ricca di incontri e conferenze sulle dimensioni culturali, identitarie ed economiche del Regno.

I partecipanti avranno anche l’opportunità di scoprire siti storici di Rabat, di visitare infrastrutture di grande rilievo come il Porto Tangeri Med e di assistere alla prossima partita della nazionale femminile contro la squadra della RD Congo, mercoledì allo Stadio Olimpico di Rabat, nell’ambito della Coppa d’Africa delle Nazioni, ha fatto sapere il responsabile.

Da parte sua, il segretario generale del Ministero della Gioventù, della Cultura e della Comunicazione – Dipartimento della Gioventù, Mustapha Messaoudi, ha sottolineato che questa manifestazione costituisce un’occasione preziosa di scambio di idee, di avvicinamento delle visioni e di coordinamento delle azioni tra i diversi dipartimenti, settori e parti interessate coinvolte nel monitoraggio e nella gestione delle questioni e delle preoccupazioni dei giovani MRE.

Si tratta anche di un’opportunità per questi giovani di scoprire da vicino i grandi cantieri di sviluppo lanciati in Marocco sotto la guida illuminata di Sua Maestà il Re Mohammed VI, e di comprendere meglio le potenzialità culturali, economiche e turistiche di cui abbonda il Regno, ha indicato il sig. Messaoudi.

Ha inoltre sostenuto che il ministero, consapevole dell’importanza di prestare particolare attenzione a questa fascia dinamica della popolazione, si adopera per mobilitare i propri mezzi per rispondere alle esigenze di questi giovani, incoraggiando il loro coinvolgimento nei programmi e nei grandi eventi che organizza.

Da parte sua, il presidente della Fondazione Nazionale dei Musei, Mehdi Qotbi, ha elogiato gli organizzatori per aver preso l’iniziativa di tenere questo incontro volto a rafforzare l’attaccamento dei MRE alle loro radici.

Il sig. Qotbi ha invitato la nuova generazione di MRE a “farsi degni ambasciatori e ambasciatrici del loro paese”, mettendo in evidenza i notevoli progressi compiuti dal Regno sotto l’impulso di Sua Maestà il Re.

Nel suo intervento, il segretario generale della Rabita Mohammadia degli Ulema, Ahmed Abbadi, ha messo in evidenza l’importanza cruciale della questione dell’identità, insistendo sul suo legame fondamentale con il contesto culturale, storico e civile. Ha elogiato la presenza dei giovani MRE, vedendovi un forte segno del loro attaccamento alle origini e alla loro cultura.

L’identità comprende cinque componenti principali, ovvero la visione del mondo, il sistema di valori, il quadro legislativo, i comportamenti e i codici di comunicazione, ha osservato il sig. Abbadi, sottolineando la necessità di un lavoro di chiarificazione, contestualizzazione e appropriazione di ciascuno di questi pilastri.

Nello stesso ordine di idee, il SG della Rabita Mohammadia degli Ulema ha messo in evidenza la singolarità del sistema legislativo marocchino che unisce i principi dell’Islam e le considerazioni funzionali, il che gli conferisce una forte capacità di adattamento.

Per nove giorni (05-13 luglio), i partecipanti prenderanno parte a un programma ricco e vario comprendente laboratori tematici e conferenze-dibattito animate da relatori provenienti dagli ambienti accademici, culturali e istituzionali.

Questi incontri affronteranno temi tanto diversi quanto le dimensioni identitarie, cultuali e culturali, così come i punti di forza economici del Regno. Particolare attenzione sarà riservata alla co-organizzazione da parte del Marocco della Coppa del Mondo 2030, analizzata dal punto di vista del suo potenziale di sviluppo socio-economico e di visibilità internazionale.

Il programma sarà completato da uscite pedagogiche e visite immersive che permetteranno di scoprire le molteplici sfaccettature patrimoniali, economiche e socioculturali della regione di Rabat-Salé-Kénitra. Queste attività offriranno ai giovani MRE una comprensione approfondita delle dinamiche di trasformazione che sta vivendo il Marocco, sensibilizzandoli al contempo alle sfide attuali e alle prospettive future.

Dalla sua creazione nel 2009, questo programma costituisce una delle azioni di punta dedicate alle giovani generazioni dei MRE, permettendo loro di scambiare e scoprire la ricchezza del loro paese d’origine, in particolare la sua storia, la sua cultura e il suo sistema di valori basato sul dialogo e sulla tolleranza.

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